venerdì 30 settembre 2011

Sveglia traumatica!!!

Alle 7:00 tutti sul pulmino pronti per partire … o almeno quasi tutti.. qualcuno di noi purtroppo non è potuto venire causa forze maggiori   … un po’ di febbre ma niente di grave!

Finalmente dopo un’ora e mezza di strada arriviamo presso “IN METRO”, un centro governativo che stabilisce gli standard e procedure di misurazione. Abbiamo visitato diversi dipartimenti del centro: quello di vibrazione, di acustico e la divisione di meccanica.
Quando la fame comincia a farsi sentire, ci dirigiamo alla mensa aziendale, ovviamente a peso. Con la pancia piena “ci concediamo” ad alcune foto di gruppo, molto “amate” da alcune di noi.
Poi… pronti, partenza, via... destinazione Petropolis!

La stanchezza comincia a farsi sentire, regalando ai soliti simpaticoni la possibilità di scattare ulteriori foto ricatto a coloro che si sono addormentati.

Arrivati a Petropolis, un giro veloce ai giardini della  Villa Imperiale, residenza estiva dell’imperatore; ovviamente tiriamo fuori le nostre fedeli macchine fotografiche per immortalare il più possibile. Alcuni di noi stordiscono con il flash un povero scoiattolino e uno strano insetto finito accidentalmente addosso a Paolo…
Finalmente arriviamo alla seconda meta: il “Centro de moda e servicos da Rua Teresa” (associato con Sebrae), dove veniamo accolti da un tipo molto simpatico (nonché preparato). Ci viene spiegato come si è sviluppato il distretto della moda a Petropolis e il ruolo della scuola di formazione professionale da loro ideata e gestita. Dopo un tour all’interno dell’edificio, abbiamo visitato una piccola fabbrica tessile e dopo l’immancabile foto di gruppo inizia lo shopping. Al di là di tutte le previsioni, gli uomini hanno comprato molto di più delle ragazze!

Infine, concludiamo in dolcezza con la tipica cioccolata calda di Petropolis.
Arrivati a Niteroi, ci accolgono Tecla e Gabriele che stanno meglio e si riesce per un boccone alla ormai consolidata festa che si tiene il giovedì sera a pochi metri dal nostro albergo. Lì ci perdiamo tra danze e  musiche brasiliane.
Rendendoci conto che la summer school è ormai quasi alla fine, andiamo a dormire con un po’ di saudade!!

Buona notte!!
Yle e Mary

``The day after`` ....Una grande mangiata

La mattina dopo la visita al Porcão, storica churrascheria brasiliana, ci siamo alzati con un senso di pesantezza.
Dopo il quotidiano aggiornamento sulla situazione dei malati e dei riabilitati (stanno tutti meglio, oggi) abbiamo iniziato un´altra giornata con il programma ormai consolidato della Summer School: lezione e visita.
Con sorpresa ci accorgiamo che siamo in discesa verso la fine del corso, anche se Giuseppe &C. non mancano di ricordare il loro prolungamento del viaggio in Brasile a Salvador, con grande invidia di chi tornerà a Milano.
La lezione del mattino tenuta dalla Prof.ssa Luana Bravin era incentrata sull’industria dell`intrattenimento.
Abbiamo cosi´ analizzato i vari casi: carnevale di Rio, soap opera brasiliane, football, Rock in Rio (una settimana di concerti ad altissimo livello che si tiene circa ogni 10 anni - per chi volesse saperne di più, ecco il link: http://rockinrio.com.br/pt/live/lineup.php)  ,  ...
Abbiamo pranzato in universita´,  in mezzo agli studenti con i quali pero` non abbiamo ancora avuto occasione di familiarizzare (lo faremo venerdì, prima di chiudere la nostra avventura). Forse ingegneri ed economisti da sempre  non sono propri affini...
Avendo tempi ristretti abbiamo optato per un pranzo fugace al baretto dell´universita`. Qui come in tutti i chioschi brasiliani potevamo scegliere tra dei fagottini di pasta di pane ripieni di formaggio e proscitto o di carne; molti si sono dissetati con il guarana`, una bevanda tipo redbull ma piu` dolce. Per i piu´ raffinati  non poteva mancare il dolce tipico, il brigadero, che e´ un pasticcino di cioccolato dalla pasta mobida e tenera.

Verso le  14 partiamo  per la visita al Tim Brasil , operatore di telefonia mobile italiano.  Il percoso dura quasi un`ora; lungo la strada scrutiamo la citta´.   E´ strano vedere come, al di la´degli stereotipi, le strade sono pulite, non ci sono strade dissestate e cantieri stradali  come da noi . La stessa Copacabana  e le altre spiagge di Rio sono ad accesso libero, sono parte della citta´, considerate alla stregua di parchi comunali e pertanto pulite e ben  curate. Qui la gente fa sport; e´ facile vedere gente che gioca a beach volley, corre o fa esercizi agli addominali.   Al di la´dell`aspetto folkloristico, i brasiliani hanno imparato a sorridere e vivere malgrado la maggior parte percepisca stipendi che sono più bassi dei nostri, mentre i prezzi medi sono simili a quelli italiani.
La presentazione della Tim ci ha mostrato una compagine societaria dal volto diverso da quello rigido che ha sul mercato italiano.
In Brasile la Tim, che non possiede rete fissa, non ha vincoli e compete con i concorrenti con offerte allettanti, proponendo a bassi prezzi la trasmissione dati-internet via rete mobile. Dal momento che il Brasile non ha infrastrutture capillari di rete fissa, i consumatori vi vedono costretti ad utilizzare la rete mobile, che però risulta ancora lenta.
Eravamo in una azienda italiana, ma parlavamo solo inglese e questo ci è risultato piuttosto strano, soprattutto perchè nei giorni scorsi avevamo incontrato persone di aziende brasiliane che simpatizzavano con noi cercando di parlare in italiano, anche se stentato.
Dopo la visita a Tim abbiamo optato per andare ad un centro commerciale dato che le condizioni atmosferiche primaverili non erano proprio ideali per andare in spiaggia. Non sembrava di essere a Rio, bensì fra negozi delle vie di Riccione.  L´atmosfera del posto non mostrava nulla di brasiliano; era molto artificiale e globalizzata anche se il centro commerciale era molto bello.  Qui, come nel resto di Rio, a 14 ore di volo da Milano, trovi le stesse cose che puoi trovare ovunque, ad un cambio leggermente favorevole. 
Fortunatamente dopo questa ultima visita si parte per la cena. Arriviamo al Mercado do Peixe, una zona di mercati attrezzati stile mercati coperti comunali di Milano. Scesi dal pullman ci facciamo catturare daí colori e profumi di un grande negozio di frutta.
 Finalmente iniziamo la cena in un ristorantino nel mercato del pesce, a base di risotto ai gamberi e calamari, con porzioni piu` che abbondanti.
Dopo aver cosi` spolpato ieri una mandria di bufali alla churrascheria, anche oggi abbiamo esagerato, con una scorpacciata di frutti di mare.





The day after 2`` ...la grande mangiata continua...
Giuseppe  ed  Edoardo


mercoledì 28 settembre 2011

SIM por favor

Come vola il tempo in quel di Rio... Sembrava ieri fossimo arrivati in questa città meravigliosa, come i carioca tengono a sottolineare e invece ci ritroviamo a pochi giorni dalla fine di una interessantissima summer school.
Martedì all'insegna del farmaco, la professoressa Julia Paranhos, ci ha mostrato in modo molto approfondito tutto il settore farmaceutico e le numerose problematiche economiche e legali a esso connesse. Date le condizioni fisiche di alcuni di noi, forse sarebbe stata cosa gradita la distribuzione di alcuni campioni gratuiti...
Dopo un pranzo veloce in università
(ci volevamo risparmiare per la sera e tra poco scoprirete il perché), ci siamo diretti verso la Subsea 7, azienda che si occupa nello specifico dell'estrazione di petrolio (ormai abbiamo capito che buona parte dell'economia brasiliana gira intorno ad esso), qui abbiamo assistito alla visione di alcuni filmati che mostravano le varie tecniche di estrazione nei diversi ambienti (specialmente marini), possibili.

La giornata non poteva non concludersi con un giro al mare di San Francisco in Niteròi, dove alcuni “baldi” giovani hanno azzardato qualche tuffo nelle tiepide ed oleose acque della baia seguita da una divertente sfida di calcio a 3: Brasile – Italia , finita in un prezioso pareggio (importante risultato se si considera che ottenuto fuori casa) e quindi speriamo nel ritorno...








Ed eccoci infine al “clow” della giornata....La cena alla CHURRASCARIA... Ci siamo risparmiati per un intero giorno per poter assaggiare una carne impareggiabile e ne valeva davvero la pena...!!!!La tecnica del bigliettino sul colore verde che significa: “avanti, ancora cibo”; o rosso: “basta, sono pieno”, è ovviamente e sistematicamente non rispettata da questi servizievoli camerieri, che ogni 2 minuti portavano vari tagli di carne, proveniente dall'Argentina, Uruguay e ovviamente Brasile.
Nel ricordare i nostri compagni chiusi in casa perché febbricitanti, gli auguriamo di guarire presto, anche perché le giornate senza di loro non sono più le stesse, nonostante altri portino in corpo i germi della loro presenza:). Un abbraccio a tutti coloro che ci seguono, spero vi stiate appassionando a questa avventura.

Steeee (ormai divenuto Steinho per adattarsi all'ambiente) e Samir (direttamente dal letto)


ps: gli auguri hanno funzionato, ora stiamo meglio(28.09.2011)

martedì 27 settembre 2011

Anche i tutor dicono la loro...

La Summer School insegna molto...

Ecco tre piccoli esempi che vogliamo condividere con chi si è ormai abituato a leggerci.

1 - La situazione economica non è facile in nessuna parte del mondo e i Paesi emergenti non si sottraggono a questa difficile situazione. Qui in Brasile l’inflazione ha preso vigore; in un anno è passata dal 4,5 al 7,3 % e c'è il timore che possa presto raggiungere le due cifre.  Ne risentono soprattutto i dipendenti pubblici: fanno sciopero i pompieri, gli insegnanti, i ricercatori universitari, i dipendenti dell’INPSI (ufficio brevetti, che abbiamo visitato ieri mattina)..., ed ora cominciano anche i dipendenti degli istituti bancari.    
 

Fernando e Suzana (i professori dell’università che ci ospita e che hanno organizzato questa Summer School) mi hanno detto che ai professori universitari è stato comunicato che per i prossimi 4 anni non vedranno aumenti di stipendio.



Come sapete, venerdì scorso abbiamo visitato il Tribunale Federale; ci hanno annunciato con orgoglio che proprio venerdì stavano chiudendo un caso davvero spinoso che si trascinava da tempo: era in atto una trattativa di conciliazione che vedeva in causa da un lato banche e costruttori e dall’altro i gli acquirenti che contestavano il prezzo degli appartamenti che a causa dell'inflazione era salito ben al di là delle loro possibilità economiche.  Le trattative di conciliazione si discutevano caso per caso; le parti in causa si incontravano in circa una decina di tavoli di lavoro concentrati in un'unica grande stanza e gli incontri si susseguivano ormai da una settimana durante la quale erano riusciti a chiudere più di 3.000 casi!

2 - I figli degli immigrati italiani non conoscono più la lingua dei nonni.
Durante la nostra Summer School continuiamo ad incontrare manager di aziende o professori che hanno origini italiane, ma conoscono ben poco (o non conoscono affatto) la nostra lingua.    La giudice della Corte Federale che ci ha accompagnato nella nostra visita al Tribunale (seduta a sinistra nella foto) me ne ha spiegato le ragioni: durante la seconda guerra mondiale il Brasile si è schierato con gli Alleati (molti soldati brasiliani hanno combattuto e sono morti in Italia).         
A quell’epoca molti immigrati hanno smesso di parlare italiano per mascherare le loro origini (l’Italia appariva all’estero come l’Italia fascista di Mussolini: il movimento della Resistenza non era conosciuto) e così nel corso di una sola generazione si è persa la conoscenza dell’idioma dei genitori.   Questo è accaduto anche agli immigrati tedeschi.

3 - La “pacificacion” delle favelas.
Fino a tre anni fa la nostra visita alle favelas sarebbe stata del tutto improponibile:  le favelas erano il regno indiscusso dei narcotrafficanti.   Il Governatore Sergio Cabral, del PMDB (Partido del Movimento Democratico do Brasil), alleato del precedente Presidente del Brasile, Lula da Silva, aveva l’obbiettivo di dare sicurezza alla città di Rio e più volte aveva tentato di fare retate per sconfiggere i malavitosi, ma le violente e sanguinose irruzioni della polizia avevano il solo effetto di lasciare al suolo morti sia fra le forze dell’ordine che fra gli abitanti delle favelas.   Si è allora cercato di cambiare approccio e si è dato mandato al CECIP (organizzazione non governativa che abbiamo visitato la scorsa settimana) di studiare un approccio completamente diverso.   Nasce così 3 anni fa il progetto di “pacificacion”, che è già in atto in 14 delle centinaia favelas di Rio. 
 Con questo progetto, iniziato proprio nella favela Santa Marta che noi abbiamo visitato, si è voltato pagina. Si sono realizzate infrastrutture per la comunità: teleferiche o funivie per poter raggiungere la sommità delle favelas (che sono tutte arroccate sulle pendici dei “morri”) , sistemazioni di campi gioco per i bambini ed adulti, sale per concerti, asili,...


si sono attuati progetti culturali per la popolazione delle favelas che segue corsi per muratori, idraulici e artigiani in genere, si sono costituite piccole agenzie (organizzate e gestite dal Comune di Rio con personale "misto" - sia abitanti della favela stessa che professionisti opportunamente selezionati) che accompagnano i turisti a visitare le favelas, piccoli “ristoranti” si sono dati un aspetto decente e sono frequentati sia dai locali che da turisti.



 
In ogni favela c’è una sezione dell' UPP, Unidade de Policia Pacificadora, che è integrata in modo permanente nel tessuto urbano; non ha nulla ha a che fare con il BOPE, il corpo dell’esercito che effettuava le irruzioni negli anni precedenti e che mai sarebbe stato accettato dagli abitanti.



 Funziona davvero questo progetto?   Secondo Fernando siamo ad un punto molto delicato:  potrebbe esserci un consolidamento o una catastrofe potrebbe riportare le cose al punto di partenza.   Più ottimiste sono le nostre guide: anche prima dell’avvento dell’UPP la popolazione delle favelas non si sentiva minacciata dai capi malavitosi (per cui per lo più lavoravano), ma ora c’è più lavoro per la gente della comunità e tutti ormai aderiscono al programma.   Noi ce lo auguriamo davvero!


Meno sette...

Inizio di settimana “tragico”: sveglia alle 7.30!! I tutors vogliono testare la nostra resistenza….aiutoooooo…

Ci dirigiamo come pendolari doc al traghetto che ci porta da Niteròi a Rio ...
 che ci accoglie con il suo solito odorino di formaggio fuso che esala dal terribile ristorantino dell’imbarcadero…mamma che bontà! 
L’unica cosa che ci consola è che su Rio splende un sole primaverile :)









Scesi dal traghetto alcuni di noi si sono diretti a comprare qualche lattina di Guaranà….direi che serve proprio una carica di energia!!!
La meta della mattinata è stata raggiunta come al solito attraverso una chicane tra macchine, taxi, semafori e bus. Con lo stupore di tutti è anche ricomparsa Mary, la pensavamo già a cavallo della Harley del cantante dei Metallica, Kirk Hammett… :))















 
Abbiamo conosciuto così INPI, Instituto Nacional da Propriedade Industrial, corrispettivo del nostro ufficio di marchi e brevetti. Lezione davvero interessante soprattutto per due di noi, Edoardo e Lorenzo.









Verso mezzodì, finita la visita, la fame si fa sentire…per  grandi imprese grandi approvvigionamenti :)
Finito il super pranzo ci dirigiamo all’università UFF.       Per chi si chiedesse come si fa a far lezione sul sistema dei trasporti brasiliani il pomeriggio a Rio….bè ce lo stiamo chiedendo anche noi…
Unica consolazione????   Possiamo finalmente far notare ai brasiliani che, nel caso non lo avessero capito, l’autobus non è un gokart.
Dopo il consueto coffee break , il branco ha deliberato un’uscita serale a Rio…giusta ricompensa per una “faticosa” giornata.
Con alle spalle un tramonto indescrivibile, ci perdiamo tra le bancarelle del mercatino di Saara (esattamente di fronte alla spiaggia di Copacabana).
Collane, strumenti musicali e venditori di pop corn ci fanno compagnia fino al calar della notte. Incominciamo così a sentire un po’ di saudade brasiliana :(


Le due fifone dell’aereo

Vale e Tecla     

domenica 25 settembre 2011

Metà

Ed eccomi quà, ogni volta che tocca a me aggiornare il blog succedono sempre mille cose.

Cominciamo con ordine.

La mattinata, che in partenza sarebbe dovuta restare libera (ci saremmo dilettati con le summaries delle varie lezioni), in realtà ci ha riservato il regalo che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato date le infauste previsioni del meteo: il tempo ha retto e tutti insieme abbiamo potuto raggiungere il Corcovado con il suo celeberrimo Cristo Redentor.
Beh, al di là dei suoi 38 metri e della magnifica collocazione a strapiombo da 709 metri di altezza, più dei numeri o delle descrizioni scontate mi interessava trasmettere la felicità che ci ha portato la visita; o meglio, non si tratta neanche di felicità, ma della stessa identica sensazione che provano i bambini di fronte ai regali a Natale.

Cosa dire, sembravamo semplicemente turisti giapponesi! Macchina fotografica sempre in mano, mille foto a tutti. Intorno alle tre del pomeriggio siamo scesi dal Corcovado in direzione di Tijuca, passando all’interno di una delle tante foreste urbane (ricordiamoci che Rio è la città con la maggiore estensione di foreste al mondo); quella che doveva essere una passeggiata di qualche chilometro in discesa si è trasformata in un’interminabile salita in balia di raffiche di vento da tutte le parti.
Per fortuna gli scorci sono magnifici e appena prima del traguardo riusciamo anche a vedere bene un gruppetto di scimmette, cosa che consente ai tutor di scampare ad un’ormai inevitabile insubordinazione! Dopo tre ore sbuchiamo finalmente in un angolo sperduto di Rio dove per fortuna un pullman guidato da un pilota di montagne russe che ci riconduce alla civiltà.
A questo punto decidiamo di trovare un bel posticino per un aperitivo: beh, se uno è Rio non può che andare a Ipanema o a Copacabana (alcuni incredibilmente sembrano perplessi su queste destinazioni, e riporto solo fatti reali!). Tra le due opzioni vince la seconda, e così ci rilassiamo sul lungomare accanto ad un chioschetto che ci porta chopp (la birra alla spina) oppure caipirinha, che non necessita di alcuna spiegazione.


Dopodichè arriva l’evento principale della giornata: una ragazza uruguaiana ci propone due biglietti per il Rock in Rio, ad un cifra accettabile; dopo un po’ di tentennamento generale Mary e Paola decidono di lanciarsi…per ora non ci sono giunte notizie di truffe, e quindi penso che si stiano godendo una bellissima serata all’insegna della musica e del divertimento! Brave brave!
Per rientrare (almeno parzialmente) dall’immenso sforzo fisico della discesa dal Corcovado ci lanciamo in un ristorantino al kilo (rimando al blog di Mago Merlino per una chiara spiegazione sui meccanismi di funzionamento) in cui troviamo un’ottima carne che ci riporta al mondo (l'associazione dietologi brasiliani infatti consiglia una dieta a base di grigliata mista di carne, integrata da molto lime, reperibile preferibilmente nella caipirinha).


I nostri eroi a questo punto vorrebbero semplicemente un letto su cui lanciarsi, ma purtroppo il rientro a Niteroi è abbastanza difficile! Alcuni a nuoto, altri a piedi, altri ancora lanciandosi col deltaplano dal Corcovado, ma alla fine arriviamo tutti sani e salvi al nostro caro hotel e ci mettiamo a finire le varie summaries di lezioni e visite che sono da consegnare stasera!

Un po’ tutti abbiamo notato alle 19.20 fra un settimana il nostro volo decollerà: alcuni di noi partiranno, gli altri saranno già partiti. Non possiamo dimenticare che ormai metà della summer school ormai è passata, ma – come in tutti i bei libri – ci si aspetta sempre un finale meraviglioso.

Lorenzo G.